Walt Whitman · Foglie d'erba
Fortuna

Whitman e i poeti

Whitman aveva chiesto ai «poeti che verranno» di giustificarlo. Nel Novecento in molti gli hanno risposto, spesso rivolgendosi a lui per nome. La prima versione di questo sito raccoglieva sei di queste risposte in traduzione italiana. Quelle traduzioni appartengono ai loro autori e agli editori che le hanno pubblicate, perciò qui le presentiamo con una nota e con l’indicazione di dove leggerle. Fa eccezione il sonetto di Rubén Darío, libero da diritti, che riportiamo per intero con una traduzione nuova.

Rubén Darío

1867–1916
«Walt Whitman»

Il poeta nicaraguense, padre del modernismo in lingua spagnola, include nella seconda edizione di Azul… un sonetto che ritrae Whitman come un patriarca e un profeta della nuova America. È un omaggio d’ammirazione, senza ombre: lo sguardo latinoamericano su Whitman diventerà più complesso con Martí, Neruda e Borges.

Originale

En su país de hierro vive el gran viejo,
bello como un patriarca, sereno y santo.
Tiene en la arruga olímpica de su entrecejo
algo que impera y vence con noble encanto.
Su alma del infinito parece espejo;
son sus cansados hombros dignos del manto;
y con arpa labrada de un roble añejo
como un profeta nuevo canta su canto.
Sacerdote, que alienta soplo divino,
anuncia en el futuro tiempo mejor.
Dice al águila: «¡Vuela!»; «¡Boga!», al marino,
y «¡Trabaja!», al robusto trabajador.
¡Así va ese poeta por su camino
con su soberbio rostro de emperador!

Traduzione

Nel suo paese di ferro vive il grande vecchio,
bello come un patriarca, sereno e santo.
Ha nella ruga olimpica fra le sopracciglia
qualcosa che comanda e vince con nobile incanto.
La sua anima sembra specchio dell’infinito;
le sue spalle stanche sono degne del manto;
e con un’arpa scolpita in una vecchia quercia
come un profeta nuovo canta il suo canto.
Sacerdote, che spira un soffio divino,
annuncia nel futuro un tempo migliore.
Dice all’aquila: «Vola!»; «Rema!», al marinaio,
e «Lavora!», al robusto lavoratore.
Così va quel poeta per il suo cammino
con il suo superbo volto d’imperatore!

Dove leggerla: Azul…, seconda edizione, Guatemala 1890.

Ezra Pound

1885–1972
«A Pact»

Nove versi in cui Pound fa la pace con Whitman dopo averlo a lungo detestato. Riconosce in lui il padre che ha aperto la strada: «è stato lui a tagliare il legno nuovo», ora tocca ai figli intagliarlo. Già nel 1909, in una prosa rimasta a lungo inedita, Pound aveva scritto che Whitman era l’America, nel bene e nel male.

Dove leggerla: pubblicata su Poetry nel 1913, poi in Lustra (1916). In italiano: Ezra Pound, Poesie scelte, traduzione di Alfredo Rizzardi, Mondadori.

Hart Crane

1899–1932
The Bridge, sezione «Cape Hatteras»

Il grande poema di Crane sul ponte di Brooklyn, il ponte che sostituì il traghetto cantato da Whitman, è un tentativo di scrivere il mito dell’America moderna. Nella sezione «Cape Hatteras» Crane, tra aeroplani e dinamo, prende per mano Whitman come guida nell’età delle macchine.

Dove leggerla: The Bridge, 1930. In italiano: Hart Crane, Il ponte e altre poesie, traduzione di Roberto Sanesii, Garzanti.

Pablo Neruda

1904–1973
«Oda a Walt Whitman»

Neruda racconta di aver scoperto Whitman da ragazzo e di non averlo più lasciato. Nell’ode lo chiama fratello e maestro, il poeta che gli ha insegnato a essere americano e a cantare le cose comuni. Negli ultimi anni lo definì il suo più grande creditore.

Dove leggerla: Nuevas odas elementales, 1956; il testo è anche nell’antologia Homenaje a Walt Whitman, a cura di Didier Tisdel Jaén (University of Alabama Press, 1969). La prima versione di questo sito ne riportava la traduzione di Biancamaria Tedeschini Lalli.

Allen Ginsberg

1926–1997
«A Supermarket in California»

Scritta a Berkeley nel 1955, nel centenario della prima edizione. Ginsberg immagina di incontrare Whitman, solitario e affamato, tra gli scaffali di un supermercato illuminato al neon, e di seguirlo nella notte. È insieme un omaggio e un’elegia: l’America dei cataloghi di Whitman è diventata l’America dei consumi.

Dove leggerla: Howl and Other Poems, 1956. In italiano: Allen Ginsberg, Jukebox all’idrogeno, a cura di Fernanda Pivano, Mondadori.

Jorge Luis Borges

1899–1986
«Camden, 1892»

Un sonetto che immagina l’ultimo anno di Whitman nella casa di Mickle Street: il vecchio che si guarda allo specchio e fatica a riconoscersi. Borges, che tradusse Foglie d’erba in spagnolo (1969), era affascinato dalla distanza tra il Whitman uomo e il «Walt Whitman» personaggio del libro.

Dove leggerla: El otro, el mismo, 1964; il testo è anche nell’antologia Homenaje a Walt Whitman citata sopra. La prima versione di questo sito ne riportava la traduzione di Biancamaria Tedeschini Lalli.

Altri incontri

L’elenco potrebbe continuare. José Martí scrisse nel 1887 un saggio entusiasta su Whitman per i lettori di lingua spagnola. Fernando Pessoa, nei panni del suo eteronimo Álvaro de Campos, compose una «Saudação a Walt Whitman». Federico García Lorca gli dedicò un’ode nel ciclo Poeta en Nueva York. In Italia Whitman arriva con le traduzioni di Luigi Gamberale (1887 e 1907) e lascia tracce nelle Laudi di D’Annunzio; nel 1930 Cesare Pavese gli dedica la sua tesi di laurea, e per una generazione di scrittori italiani diventa la porta d’ingresso alla letteratura americana.