Poesie · Libro XXXV · Addio, mia fantasia
Avanti, avanti allo stesso modo, voi coppia gioconda!
On, on the Same, Ye Jocund Twain!
On, on the same, ye jocund twain!
My life and recitative, containing birth, youth, mid-age years,
Fitful as motley-tongues of flame, inseparably twined and merged in one—combining all,
My single soul—aims, confirmations, failures, joys—Nor single soul alone,
I chant my nation’s crucial stage, (America’s, haply humanity’s)—the trial great, the victory great,
A strange eclaircissement of all the masses past, the eastern world, the ancient, medieval,
Here, here from wanderings, strayings, lessons, wars, defeats—here at the west a voice triumphant—justifying all,
A gladsome pealing cry—a song for once of utmost pride and satisfaction;
I chant from it the common bulk, the general average horde, (the best sooner than the worst)—And now I chant old age,
(My verses, written first for forenoon life, and for the summer’s, autumn’s spread,
I pass to snow-white hairs the same, and give to pulses winter-cool’d the same;)
As here in careless trill, I and my recitatives, with faith and love,
Wafting to other work, to unknown songs, conditions,
On, on ye jocund twain! continue on the same!
Avanti, avanti allo stesso modo, voi coppia gioconda!
La mia vita e il mio recitativo, che contengono la nascita, la giovinezza, gli anni della mezza età,
incostanti come lingue di fiamma screziate, inseparabilmente intrecciati e fusi in uno, che combinano tutto,
la mia singola anima, scopi, conferme, fallimenti, gioie, né la singola anima soltanto,
canto lo stadio cruciale della mia nazione (dell’America, forse dell’umanità), la prova grande, la vittoria grande,
uno strano chiarimento di tutte le masse passate, del mondo orientale, dell’antico, del medievale,
qui, qui dai vagabondaggi, dagli smarrimenti, dalle lezioni, dalle guerre, dalle sconfitte, qui a occidente una voce trionfante che giustifica tutto,
un grido lieto e squillante, un canto per una volta del più alto orgoglio e della più alta soddisfazione;
canto di essa la massa comune, l’orda media universale (i migliori piuttosto che i peggiori), e ora canto la vecchiaia,
(i miei versi, scritti prima per la vita del mattino, e per la distesa dell’estate, dell’autunno,
li passo allo stesso modo ai capelli bianchi come la neve, e li do allo stesso modo ai polsi raffreddati dall’inverno;)
come qui in un trillo noncurante, io e i miei recitativi, con fede e amore,
portati verso altro lavoro, verso canti ignoti, condizioni ignote,
avanti, avanti, voi coppia gioconda! continuate allo stesso modo!