Poesie · Libro XXXII · Dal mezzogiorno alla notte stellata
Dai lontani canyon del Dakota [25 giugno 1876]
From Far Dakota’s Canyons [June 25, 1876]
From far Dakota’s canyons,
Lands of the wild ravine, the dusky Sioux, the lonesome stretch, the silence,
Haply to-day a mournful wail, haply a trumpet-note for heroes.
Dai lontani canyon del Dakota,
terre del burrone selvaggio, dei Sioux scuri, della distesa solitaria, del silenzio,
forse oggi un lamento dolente, forse una nota di tromba per gli eroi.
The battle-bulletin,
The Indian ambuscade, the craft, the fatal environment,
The cavalry companies fighting to the last in sternest heroism,
In the midst of their little circle, with their slaughter’d horses for breastworks,
The fall of Custer and all his officers and men.
Il bollettino di battaglia,
l’imboscata indiana, l’astuzia, l’accerchiamento fatale,
le compagnie di cavalleria che combattono fino all’ultimo nel più severo eroismo,
in mezzo al loro piccolo cerchio, con i cavalli massacrati come parapetto,
la caduta di Custer e di tutti i suoi ufficiali e uomini.
Continues yet the old, old legend of our race,
The loftiest of life upheld by death,
The ancient banner perfectly maintain’d,
O lesson opportune, O how I welcome thee!
Continua ancora l’antica, antica leggenda della nostra razza,
il più alto della vita sostenuto dalla morte,
l’antica bandiera perfettamente mantenuta,
o lezione opportuna, oh come ti accolgo!
As sitting in dark days,
Lone, sulky, through the time’s thick murk looking in vain for light, for hope,
From unsuspected parts a fierce and momentary proof,
(The sun there at the centre though conceal’d,
Electric life forever at the centre,)
Breaks forth a lightning flash.
Come, sedendo in giorni bui,
solo, imbronciato, attraverso la fitta caligine del tempo cercando invano luce, speranza,
da parti insospettate una prova feroce e momentanea,
(il sole là al centro benché nascosto,
la vita elettrica per sempre al centro,)
erompe un lampo.
Thou of the tawny flowing hair in battle,
I erewhile saw, with erect head, pressing ever in front, bearing a bright sword in thy hand,
Now ending well in death the splendid fever of thy deeds,
(I bring no dirge for it or thee, I bring a glad triumphal sonnet,)
Desperate and glorious, aye in defeat most desperate, most glorious,
After thy many battles in which never yielding up a gun or a color,
Leaving behind thee a memory sweet to soldiers,
Thou yieldest up thyself.
Tu dai capelli fulvi e fluenti in battaglia,
ti vidi un tempo, a testa alta, sempre incalzando in prima fila, con una spada lucente in mano,
ora che chiudi bene nella morte la febbre splendida delle tue azioni,
(non porto lamento funebre per essa o per te, porto un lieto sonetto trionfale,)
disperato e glorioso, sì, nella sconfitta il più disperato, il più glorioso,
dopo le tue molte battaglie in cui mai cedesti un cannone o una bandiera,
lasciando dietro di te un ricordo dolce ai soldati,
tu cedi te stesso.