Walt Whitman · Foglie d'erba
Poesie · Libro XXXIV · Sabbie a settant’anni

Di quella tua gola gioiosa

Of That Blithe Throat of Thine
Testo dell’edizione 1891–92
Of that blithe throat of thine from arctic bleak and blank,
I’ll mind the lesson, solitary bird—let me too welcome chilling drifts,
E’en the profoundest chill, as now—a torpid pulse, a brain unnerv’d,
Old age land-lock’d within its winter bay—(cold, cold, O cold!)
These snowy hairs, my feeble arm, my frozen feet,
For them thy faith, thy rule I take, and grave it to the last;
Not summer’s zones alone—not chants of youth, or south’s warm tides alone,
But held by sluggish floes, pack’d in the northern ice, the cumulus of years,
These with gay heart I also sing.
Di quella tua gola gioiosa dall’artico desolato e vuoto,
terrò a mente la lezione, uccello solitario, lascia che anch’io accolga i cumuli di neve che gelano,
perfino il gelo più profondo, come ora, un polso torpido, un cervello snervato,
la vecchiaia chiusa dalla terra nella sua baia d’inverno (freddo, freddo, oh freddo!)
questi capelli di neve, il mio braccio debole, i miei piedi gelati,
per essi prendo la tua fede, la tua regola, e la incido fino all’ultimo;
non soltanto le zone dell’estate, non soltanto i canti della giovinezza, o le calde maree del sud,
ma tenuti da lenti lastroni di ghiaccio, stipati nel ghiaccio del nord, il cumulo degli anni,
anche questi con cuore allegro io canto.