Walt Whitman · Foglie d'erba
Poesie · Libro XXXIV · Sabbie a settant’anni

Dopo la cena e la conversazione

After the Supper and Talk
Testo dell’edizione 1891–92
After the supper and talk—after the day is done,
As a friend from friends his final withdrawal prolonging,
Good-bye and Good-bye with emotional lips repeating,
(So hard for his hand to release those hands—no more will they meet,
No more for communion of sorrow and joy, of old and young,
A far-stretching journey awaits him, to return no more,)
Shunning, postponing severance—seeking to ward off the last word ever so little,
E’en at the exit-door turning—charges superfluous calling back—e’en as he descends the steps,
Something to eke out a minute additional—shadows of nightfall deepening,
Farewells, messages lessening—dimmer the forthgoer’s visage and form,
Soon to be lost for aye in the darkness—loth, O so loth to depart!
Garrulous to the very last.
Dopo la cena e la conversazione, dopo che il giorno è finito,
come un amico che prolunga il suo commiato finale dagli amici,
ripetendo arrivederci e arrivederci con labbra commosse,
(così difficile per la sua mano lasciare quelle mani, non si incontreranno più,
non più per la comunione del dolore e della gioia, del vecchio e del giovane,
un viaggio lunghissimo lo attende, per non tornare più,)
evitando, rimandando la separazione, cercando di allontanare anche di poco l’ultima parola,
perfino alla porta d’uscita voltandosi, gridando raccomandazioni superflue, perfino mentre scende i gradini,
qualcosa per guadagnare un minuto in più, le ombre della sera che si addensano,
gli addii, i messaggi che si fanno più radi, più fioco il volto e la forma di chi parte,
presto perduto per sempre nell’oscurità, restio, oh così restio a partire!
Loquace fino all’ultimo.