Walt Whitman · Foglie d'erba
Poesie · Libro XXX · Sussurri della morte celeste

Eppure, eppure, voi ore abbattute

Yet, Yet, Ye Downcast Hours
Testo dell’edizione 1891–92
Yet, yet, ye downcast hours, I know ye also,
Weights of lead, how ye clog and cling at my ankles,
Earth to a chamber of mourning turns—I hear the o’erweening, mocking voice,
Matter is conqueror—matter, triumphant only, continues onward.
Eppure, eppure, voi ore abbattute, conosco anche voi,
pesi di piombo, come mi intralciate e vi aggrappate alle caviglie,
la terra si muta in una camera di lutto, sento la voce presuntuosa e beffarda:
la materia è vincitrice, la materia, sola trionfante, continua avanti.
Despairing cries float ceaselessly toward me,
The call of my nearest lover, putting forth, alarm’d, uncertain,
The sea I am quickly to sail, come tell me,
Come tell me where I am speeding, tell me my destination.
Grida disperate fluttuano senza sosta verso di me,
il richiamo del mio amante più vicino, che si fa avanti, allarmato, incerto:
il mare che sto per navigare presto, vieni a dirmelo,
vieni a dirmi verso dove corro, dimmi la mia meta.
I understand your anguish, but I cannot help you,
I approach, hear, behold, the sad mouth, the look out of the eyes, your mute inquiry,
Whither I go from the bed I recline on, come tell me,—
Old age, alarm’d, uncertain—a young woman’s voice, appealing to me for comfort;
A young man’s voice, Shall I not escape?
Capisco la tua angoscia, ma non posso aiutarti,
mi avvicino, sento, guardo, la bocca triste, lo sguardo degli occhi, la tua muta domanda:
dove vado dal letto su cui giaccio, vieni a dirmelo,
vecchiaia, allarmata, incerta; una voce di giovane donna, che mi chiede conforto;
una voce di giovane: non sfuggirò?