Walt Whitman · Foglie d'erba
Poesie · Libro XXIV · Ruscelli d’autunno

La cantante nella prigione

The Singer in the Prison
Testo dell’edizione 1891–92
O sight of pity, shame and dole!
O fearful thought—a convict soul.
O vista di pietà, vergogna e dolore!
O pensiero pauroso: un’anima condannata.
I
Rang the refrain along the hall, the prison,
Rose to the roof, the vaults of heaven above,
Pouring in floods of melody in tones so pensive sweet and strong the like whereof was never heard,
Reaching the far-off sentry and the armed guards, who ceas’d their pacing,
Making the hearer’s pulses stop for ecstasy and awe.
Risuonò il ritornello lungo la sala, la prigione,
salì fino al tetto, alle volte del cielo lassù,
versando fiumi di melodia in toni così pensosi, dolci e forti che mai se ne udirono di simili,
raggiungendo la sentinella lontana e le guardie armate, che cessarono di andare su e giù,
facendo fermare i battiti di chi ascoltava per estasi e sgomento.
II
The sun was low in the west one winter day,
When down a narrow aisle amid the thieves and outlaws of the land,
(There by the hundreds seated, sear-faced murderers, wily counterfeiters,
Gather’d to Sunday church in prison walls, the keepers round,
Plenteous, well-armed, watching with vigilant eyes,)
Calmly a lady walk’d holding a little innocent child by either hand,
Whom seating on their stools beside her on the platform,
She, first preluding with the instrument a low and musical prelude,
In voice surpassing all, sang forth a quaint old hymn.
Il sole era basso a occidente un giorno d’inverno,
quando giù per una stretta corsia, fra i ladri e i fuorilegge del paese,
(seduti là a centinaia, assassini dal volto bruciato, astuti falsari,
radunati alla funzione domenicale fra i muri della prigione, i guardiani intorno,
numerosi, ben armati, che sorvegliavano con occhi vigili,)
camminò calma una signora tenendo per mano un piccolo bambino innocente da ciascun lato,
che fatti sedere sui loro sgabelli accanto a lei sulla pedana,
lei, preludiando prima allo strumento con un preludio basso e musicale,
con una voce che superava ogni altra, cantò un antico inno singolare.
A soul confined by bars and bands,
Cries, help! O help! and wrings her hands,
Blinded her eyes, bleeding her breast,
Nor pardon finds, nor balm of rest.
Un’anima chiusa da sbarre e catene
grida, aiuto! oh aiuto! e si torce le mani,
accecati gli occhi, sanguinante il petto,
né perdono trova, né balsamo di riposo.
Ceaseless she paces to and fro,
O heart-sick days! O nights of woe!
Nor hand of friend, nor loving face,
Nor favor comes, nor word of grace.
Senza sosta va avanti e indietro,
o giorni di cuore malato! o notti di dolore!
Né mano d’amico, né volto amoroso,
né favore viene, né parola di grazia.
It was not I that sinn’d the sin,
The ruthless body dragg’d me in;
Though long I strove courageously,
The body was too much for me.
Non fui io a commettere il peccato,
il corpo spietato mi ci trascinò;
benché a lungo lottassi con coraggio,
il corpo fu troppo forte per me.
Dear prison’d soul bear up a space,
For soon or late the certain grace;
To set thee free and bear thee home,
The heavenly pardoner death shall come.
Cara anima prigioniera, resisti un poco,
perché presto o tardi la grazia certa;
per liberarti e portarti a casa,
verrà la morte, celeste perdonatrice.
Convict no more, nor shame, nor dole!
Depart—a God-enfranchis’d soul!
Non più condannata, né vergogna, né dolore!
Parti, anima affrancata da Dio!
III
The singer ceas’d,
One glance swept from her clear calm eyes o’er all those upturn’d faces,
Strange sea of prison faces, a thousand varied, crafty, brutal, seam’d and beauteous faces,
Then rising, passing back along the narrow aisle between them,
While her gown touch’d them rustling in the silence,
She vanish’d with her children in the dusk.
La cantante tacque,
uno sguardo passò dai suoi occhi chiari e calmi su tutti quei volti levati,
strano mare di volti di prigione, mille volti vari, astuti, brutali, segnati e belli,
poi alzandosi, ripassando lungo la stretta corsia fra loro,
mentre la sua veste li sfiorava frusciando nel silenzio,
svanì con i suoi bambini nel crepuscolo.
While upon all, convicts and armed keepers ere they stirr’d,
(Convict forgetting prison, keeper his loaded pistol,)
A hush and pause fell down a wondrous minute,
With deep half-stifled sobs and sound of bad men bow’d and moved to weeping,
And youth’s convulsive breathings, memories of home,
The mother’s voice in lullaby, the sister’s care, the happy childhood,
The long-pent spirit rous’d to reminiscence;
A wondrous minute then—but after in the solitary night, to many, many there,
Years after, even in the hour of death, the sad refrain, the tune, the voice, the words,
Resumed, the large calm lady walks the narrow aisle,
The wailing melody again, the singer in the prison sings,
Mentre su tutti, condannati e guardiani armati, prima che si muovessero,
(il condannato dimentico della prigione, il guardiano della pistola carica,)
un silenzio e una pausa calò, un minuto meraviglioso,
con singhiozzi profondi e mezzo soffocati e il suono di uomini cattivi piegati e mossi al pianto,
e i respiri convulsi della giovinezza, ricordi di casa,
la voce della madre nella ninna nanna, le cure della sorella, l’infanzia felice,
lo spirito a lungo rinchiuso destato alla reminiscenza;
un minuto meraviglioso allora, ma dopo, nella notte solitaria, per molti, molti di loro,
anni dopo, perfino nell’ora della morte, il triste ritornello, l’aria, la voce, le parole,
riprese, la grande signora calma percorre la stretta corsia,
di nuovo la melodia lamentosa, la cantante nella prigione canta:
O sight of pity, shame and dole!
O fearful thought—a convict soul.
O vista di pietà, vergogna e dolore!
O pensiero pauroso: un’anima condannata.