Walt Whitman · Foglie d'erba
Poesie · Libro XXXV · Addio, mia fantasia

Suoni interpolati

Interpolation Sounds
Testo dell’edizione 1891–92
Over and through the burial chant,
Organ and solemn service, sermon, bending priests,
To me come interpolation sounds not in the show—plainly to me, crowding up the aisle and from the window,
Of sudden battle’s hurry and harsh noises—war’s grim game to sight and ear in earnest;
The scout call’d up and forward—the general mounted and his aides around him—the new-brought word—the instantaneous order issued;
The rifle crack—the cannon thud—the rushing forth of men from their tents;
The clank of cavalry—the strange celerity of forming ranks—the slender bugle note;
The sound of horses’ hoofs departing—saddles, arms, accoutrements.
Sopra e attraverso il canto funebre,
organo e funzione solenne, sermone, preti chini,
vengono a me suoni interpolati che non sono nello spettacolo, chiaramente a me, che si affollano su per la navata e dalla finestra,
della fretta improvvisa della battaglia e dei rumori aspri, il gioco cupo della guerra per la vista e l’udito sul serio;
l’esploratore chiamato su e avanti, il generale a cavallo e i suoi aiutanti intorno, la notizia appena portata, l’ordine istantaneo emesso;
lo schiocco del fucile, il tonfo del cannone, l’uscita precipitosa degli uomini dalle tende;
il tintinnio della cavalleria, la strana celerità del formarsi delle file, la nota sottile della tromba;
il suono degli zoccoli dei cavalli che partono, selle, armi, equipaggiamenti.