Poesie · Libro XXIV · Ruscelli d’autunno
Voi criminali sotto processo nei tribunali
You Felons on Trial in Courts
You felons on trial in courts,
You convicts in prison-cells, you sentenced assassins chain’d and handcuff’d with iron,
Who am I too that I am not on trial or in prison?
Me ruthless and devilish as any, that my wrists are not chain’d with iron, or my ankles with iron?
Voi criminali sotto processo nei tribunali,
voi condannati nelle celle della prigione, voi assassini condannati incatenati e ammanettati col ferro,
chi sono io dunque che non sono sotto processo o in prigione?
Io, spietato e diabolico come chiunque, perché i miei polsi non sono incatenati col ferro, o le mie caviglie col ferro?
You prostitutes flaunting over the trottoirs or obscene in your rooms,
Who am I that I should call you more obscene than myself?
Voi prostitute che sfilate ostentate sui marciapiedi o oscene nelle vostre stanze,
chi sono io per chiamarvi più oscene di me stesso?
O culpable! I acknowledge—I expose!
(O admirers, praise not me—compliment not me—you make me wince,
I see what you do not—I know what you do not.)
O colpevole! riconosco, espongo!
(O ammiratori, non lodatemi, non complimentatemi, mi fate trasalire,
vedo ciò che voi non vedete, so ciò che voi non sapete.)
Inside these breast-bones I lie smutch’d and choked,
Beneath this face that appears so impassive hell’s tides continually run,
Lusts and wickedness are acceptable to me,
I walk with delinquents with passionate love,
I feel I am of them—I belong to those convicts and prostitutes myself,
And henceforth I will not deny them—for how can I deny myself?
Dentro queste ossa del petto giaccio insudiciato e soffocato,
sotto questo volto che appare così impassibile scorrono di continuo le maree dell’inferno,
le lussurie e la malvagità mi sono accette,
cammino con i delinquenti con amore appassionato,
sento di essere dei loro, appartengo io stesso a quei condannati e a quelle prostitute,
e d’ora in poi non li rinnegherò, perché come posso rinnegare me stesso?